Studio Oculistico Dottor Riccardo Scotti


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La normativa per il rilascio della patente di guida: luci e ombre

Focus On

L'11 gennaio 2011 è entrato in vigore il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 30/11/2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 201 del 27/12/2110, che recepisce la direttiva 2009/112/CE sui requisiti fisici ed i relativi accertamenti medici per ottenere il rilascio o il rinnovo della patente di guida PER I SOGGETTI CON PATOLOGIE DELL'APPARATO VISIVO, DIABETICI ED EPILETTICI.

Il comma 1 dell'articolo 1 del Decreto recita: "Il rilascio e la conferma di validità della patente di guida a soggetti o con patologie dell'apparato visivo, o diabetici o epilettici è subordinato all'accertamento dei requisiti previsti rispettivamente dagli allegati I, II, III, facenti parte integrante del presente decreto".
Quindi è l'allegato I che raccoglie i requisiti visivi richiesti dal Decreto.



TESTO INTEGRALE DELL'ALLEGATO I al DM 30.11.2010


1. II candidato al conseguimento della patente di guida (ovvero chi deve rinnovarla o ha l'obbligo di revisione ai sensi dell'art. 128 del codice della strada) deve sottoporsi a esami appropriati per accertare la compatibilità delle sue condizioni visive con la guida di veicoli a motore. Dovranno essere valutati con particolare attenzione: acutezza visiva, campo visivo, visione crepuscolare, sensibilità all'abbagliamento e al contrasto, diplopia e altre funzioni visive che possono compromettere la guida sicura.
Se c'è motivo di dubitare che la sua vista non sia adeguata, il candidato deve essere esaminato dalla Commissione Medica Locale (CML).
Per i conducenti appartenenti al gruppo 1 che non soddisfano le norme riguardanti il campo visivo e l'acutezza visiva, il rilascio della patente può essere autorizzato da parte della Commissione medica locale in "casi eccezionali", correlati alla situazione visiva del conducente, ponendo limitazioni riguardo alla guida.
In questi casi il conducente deve essere sottoposto a visita dalla Commissione che verifica, avvalendosi di accertamenti da parte di medico specialista oculista anche l'assenza di altre patologie che possono pregiudicare la funzione visiva, fra cui la sensibilità all'abbagliamento, al contrasto, la visione crepuscolare, eventualmente avvalendosi anche di prova pratica di guida. La documentazione sanitaria inerente agli accertamenti posti a base del giudizio espresso dovrà restare agli atti per almeno cinque anni.


Gruppo 1: patenti A, B, B + E, A1 e B1

2. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere un'acutezza visiva binoculare complessiva, anche con correzione ottica, se ben tollerata, di almeno 0,7, raggiungibile sommando l'acutezza visiva posseduta da entrambi gli occhi, purché il visus nell'occhio che vede peggio non sia inferiore a 0,2.
Il campo visivo binoculare posseduto deve consentire una visione in orizzontale di almeno 120 gradi, con estensione di non meno di 50 gradi verso destra o verso sinistra e di 20 gradi verso l'alto e verso il basso. Non devono essere presenti difetti in un raggio di 20 gradi rispetto all'asse centrale, inoltre deve essere posseduta una visione sufficiente in relazione all'illuminazione crepuscolare, un idoneo tempo di recupero dopo abbagliamento e un'idonea sensibilità al contrasto, in caso di insufficienza di tali due ultime funzioni la Commissione medica locale può autorizzare la guida solo alla luce diurna.
Qualora sia rilevata o dichiarata una malattia degli occhi progressiva, la patente di guida può essere rilasciata o rinnovata dalla Commissione con validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna, avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista.
3. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida monocolo, organico o funzionale, deve possedere un'acutezza visiva di non meno 0,8, raggiungibile anche con lente correttiva se ben tollerata. Il medico monocratico deve certificare che tale condizione di vista monoculare esiste da un periodo di tempo sufficientemente lungo (almeno sei mesi) da consentire l'adattamento del soggetto e che il campo visivo consenta una visione in orizzontale di almeno 120 gradi e di non meno di 60 gradi verso destra o verso sinistra e di 25 gradi verso l'alto e 30 gradi verso il basso. Non devono essere presenti difetti in un raggio di 30 gradi rispetto all'asse centrale, inoltre deve essere posseduta una visione sufficiente in relazione all'illuminazione crepuscolare e dopo abbagliamento con idoneo tempo di recupero e idonea sensibilità al contrasto, tali condizioni devono essere opportunamente verificate.
Nel caso in cui uno o più requisiti non sono presenti il giudizio viene demandato alla Commissione medica locale che, avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista, valuta con estrema cautela se la patente di guida può essere rilasciata o rinnovata, eventualmente con validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna.
4. A seguito di diplopia sviluppata recentemente o della perdita improvvisa della visione in un occhio, ai fini del raggiungimento di un adattamento adeguato non è consentito guidare per un congruo periodo di tempo, da valutare da parte di medico specialista oculista; trascorso tale periodo, la guida può essere autorizzata dalla Commissione medica locale, acquisito il parere di un medico specialista oculista, eventualmente con prescrizione di validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna.


Gruppo 2: patenti C, C + E, D, D + E, C1, C1 + E, D1 e D1 + E


5. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere una visione binoculare con un'acutezza visiva, se del caso raggiungibile con lenti correttive, di almeno 0,8 per l'occhio più valido e di almeno 0,4 per l'occhio meno valido. Se per ottenere i valori di 0,8 e 0,4 sono utilizzate lenti correttive, l'acutezza visiva minima (0,8 e 0,4) deve essere ottenuta o mediante correzione per mezzo di lenti a tempiale con potenza non superiore alle otto diottrie come equivalente sferico o mediante lenti a contatto anche con potere diottrico superiore. La correzione deve risultare ben tollerata.

Il campo visivo orizzontale binoculare posseduto deve essere di almeno 160 gradi, con estensione di 80 gradi verso sinistra e verso destra e di 25 gradi verso l'alto e 30 verso il basso. Non devono essere presenti binocularmente difetti in un raggio di 30 gradi rispetto all'asse centrale.
6. La patente di guida non deve essere rilasciata o rinnovata al candidato o al conducente che presenta significative alterazioni della visione crepuscolare e della sensibilità al contrasto e una visione non sufficiente dopo abbagliamento, con tempo di recupero non idoneo anche nell'occhio con risultato migliore o diplopia.
A seguito della perdita della visione da un occhio o di gravi alterazioni delle altre funzioni visive che permettevano l'idoneità alla guida o di insorgenza di diplopia deve essere prescritto un periodo di adattamento adeguato, non inferiore a sei mesi, in cui non è consentito guidare. Trascorso tale periodo la Commissione medica locale, acquisito il parere di un medico specialista oculista può consentire la guida con eventuali prescrizioni e limitazioni.

La seguente tabella raccoglie i requisiti visivi richiesti a soggetti
con patologie dell’apparato visivo NON MONOCOLI

 

GRUPPO 1

GRUPPO 2

ACUTEZZA VISIVA
(con la miglior correzione ottica tollerata)

7/10 binoculari
L’occhio peggiore deve almeno avere 2/10

12/10 binoculari.
Visus dell'occhio peggiore almeno 4/10.
Correzione con occhiale: non oltre le 8 diottrie di equivalente sferico.
Correzione con lenti a contatto: senza limitazioni

CAMPO VISIVO BINOCULARE

120° orizzontale
50° verso dx o sx
20° verso l'alto e il basso
No deficit nei 20° centrali

160° orizzontale
80° verso dx o sx
25° verso l'alto
30° verso basso
No deficit nei 30° centrali

VISIONE CREPUSCOLARE

Sufficiente

Sufficiente

TEMPO DI RECUPERO DOPO ABBAGLIAMENTO

Idoneo

Idoneo

SENSIBILITA’ AL CONTRASTO

Idonea

Idonea



La seguente tabella raccoglie i requisiti visivi richiesti a soggetti
con patologie dell’apparato visivo MONOCOLI
(occhio peggiore con visus inferiore a 2 decimi)

 

GRUPPO 1

ACUTEZZA VISIVA
(con la miglior correzione ottica tollerata)

8/10

CAMPO VISIVO BINOCULARE

120° orizzontale
60° verso dx o sx
25° verso l'alto
30° verso basso
No deficit nei 30° centrali

VISIONE CREPUSCOLARE

Sufficiente

TEMPO DI RECUPERO DOPO ABBAGLIAMENTO

Idoneo

SENSIBILITA’ AL CONTRASTO

Idonea

Si fa notare che:
I monocoli non possono accedere alla conduzione di veicoli del gruppo 2.
Il medico monocratico deve certificare che tale condizione di monocularità esista da almeno 6 mesi.
Nel caso in cui uno o più requisiti non siano raggiungibili, il giudizio viene demandato alla Commissione Medica Locale (CML) che, avvalendosi di consulenza da parte di un medico oculista, valuta con estrema cautela se la patente di guida può essere rilasciata o rinnovata, eventualmente con validità limitata nella durata e se nel caso con limitazione per la guida notturna.
A seguito di diplopia sviluppata recentemente o della perdita improvvisa della visione di un occhio (con condizione quindi di monocularità), ai fini del raggiungimento di un adattamento adeguato non è consentito guidare per un congruo periodo di tempo, da valutare da parte del medico oculista; trascorso tale periodo, la guida può essere autorizzata dalla CML, acquisito il parere di un oculista, eventualmente con prescrizione di validità limitata nella durata e se nel caso con limitazione per la guida notturna.

Le mie riflessioni sul decreto

1) L'accertamento dei requisiti visivi richiesti (tra cui il campo visivo binoculare, la visione crepuscolare, la sensibilità al contrasto, il tempo di recupero dopo abbagliamento) si applica solo a soggetti con patologie dell'apparato visivo e non a tutti i soggetti che volessero richiedere il rilascio o il rinnovo della patente di guida. Ciò significa che, come in passato, tutti i candidati continueranno, come in passato, a recarsi nei centri competenti (autoscuole, Aci, Motorizzazione) e si sottoporranno al canonico esame della vista senza che vengano richiesti altri accertamenti. Questo comporta il fatto che se durante l’esame della vista per il rilascio o il rinnovo della patente il candidato non dichiara di essere affetto, ad esempio, da diplopia (vedere doppio) oppure da glaucoma o da maculopatia (patologie che possono compromettere anche pesantemente sia il campo visivo che la capacità visiva) non verrà sottoposto agli accertamenti più approfonditi contenuti nel Decreto, che giudico fondamentali (soprattutto il campo visivo) per stabilire se la persona è idonea alla guida o se diventa un pericolo per sé o per gli altri. Credo quindi che sarebbe più opportuno applicare il decreto in tutti i casi di rilascio o di rinnovo della patente.
2) Nonostante siano previsti esami quali la visione crepuscolare, la sensibilità al contrasto, il tempo di recupero dopo abbagliamento, il Decreto lascia ampia libertà di valutazione di questi parametri, richiedendo all’oculista esclusivamente la dicitura “sufficiente o idoneo”, non specificando nemmeno con quale tipo di apparecchio effettuare i test, tanto che le industrie di strumenti oftalmici si sono scatenate nella immissione sul mercato di apparecchi costosissimi che consentano di effettuare rapidamente tutti i test previsti dal decreto…
3) Anche per l’esame del campo visivo binoculare non si specifica lo strumento (perimetro manuale o computerizzato?), e nemmeno il programma da utilizzare; il test di Esterman binoculare, considerato dalle Commissioni Mediche Patenti come il test d’elezione per l’accertamento del campo visivo binoculare, non evidenzia i difetti nei 20° centrali, in quanto un occhio può mascherare i deficit dell’altro; occorrerebbe pertanto eseguire il test monoculare nei 20° centrali, oltre al test di Esterman binoculare, con un dispendio di tempo e di energie ingiustificato: sarebbe bastato inserire nel decreto un’indicazione da parte del ministero su quale apparecchio e quale programma d’esame utilizzare…
4) Esiste poi la cronica anomalia, nelle norme relative al rilascio/rinnovo della patente di guida, delle figure professionali preposte all’accertamento dei difetti di vista. Attualmente solo i medici delle autoscuole/ACI/motorizzazione possono verificare l’idoneità visiva; se vi è qualche dubbio che il candidato sia idoneo, lo si invia alla Commissione Medica Locale (CML), che si avvale della consulenza di un Oculista nominato tra i Medici Militari; la mia domanda è: perché un mio certificato medico, in cui sottoscrivo l’idoneità visiva di un paziente, non è giudicato sufficiente (anzi nemmeno viene preso in considerazione) dalla CML, in quanto non sono un Medico Militare? Non sarebbe più semplice che qualunque oculista, privato o pubblico, ambulatoriale o ospedaliero, sia abilitato a verificare tutti i parametri indicati dal decreto e certificare l’idoneità visiva alla guida? Non sarebbe un colpo durissimo alla burocrazia, questo?


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