Le vie lacrimali

L'apparato lacrimale è costituito da un sistema di ghiandole che producono il film lacrimale, che dopo aver bagnato la superficie esposta all'aria dell'apparato visivo, si riversa nel sistema escretore per essere inviato alle cavità nasali. Le funzioni del film lacrimale sono molteplici:

 

• ruolo ottico: è la prima lente trasparente di cui è dotato l'occhio.

 

• ruolo metabolico: porta sali minerali, ossigeno e glucosio alla cornea, che essendo priva di vasi sanguigni sfrutta questa via metabolica alternativa.

 

• ruolo lubrificante: la componente lipidica garantisce un buon effetto "cuscinetto" per ridurre l'attrito tra palpebre e occhio.

 

• ruolo di difesa: contiene lisozima, un enzima che aggredisce i materiali proteici, tra cui l'involucro di batteri e virus.

 

• ruolo di pulizia: il muco del film lacrimale ingloba le particelle di "sporco" e ne facilita l'eliminazione.

 

 

La produzione delle lacrime è garantita dalla secrezione basale (costante nell'arco della giornata, dovuta alle piccole ghiandole poste nella congiuntiva, ridotta nell'anziano) e dalla secrezione riflessa (dovuta alla ghiandola lacrimale, posta superoesternamente al bulbo nella cavità orbitaria). Quest'ultima varia in relazione agli stimoli più disparati: stimolazioni del trigemino, luce, emozioni, sbadigli, tosse, vomito, ecc.

Il film lacrimale, costituito da acqua, muco e lipidi, evapora ogni 12-15 secondi, e la chiusura delle palpebre (involontaria, al ritmo di 5 volte al minuto) ricostituisce e ridistribuisce le lacrime sulla superficie oculare. La chiusura delle palpebre consente di deviare le lacrime verso l'angolo interno dell'occhio dove sono presenti le vie escretrici: un piccolo puntino in corrispondenza di una salienza posta al 3° interno del margine palpebrale (sia nella palpebra superiore che in quella inferiore) è l'orifizio di ingresso dei canalini lacrimali, che si riuniscono nel sacco lacrimale. Da qui origina un condotto (il canale naso-lacrimale) che sbocca nelle cavità nasali decorrendo all'interno di un tunnel osseo.

 

 

Sinteticamente le patologie delle vie lacrimali possono essere distinte tra quelle che provocano un eccesso di lacrime sulla superficie oculare e quelle che provocano una carenza di lacrime (occhio secco).

 

Le malattie che determinano un eccesso di lacrime possono derivare da un eccessiva produzione (tumori della ghiandola lacrimale nelle fasi iniziali, forme neurogene tra cui la nevralgia del trigemino, isterismo) o da un ridotto deflusso. Quest'ultimo può essere dovuto a patologie infiammatorie, tumorali, post-traumatiche o congenite che coinvolgono a tutti i livelli le vie escretrici.  Una malattia relativamente frequente è la dacriocistite acuta: si tratta di una infiammazione acuta del sacco lacrimale dovuta generalmente a batteri. Essa determina una sintomatologia molto spiccata (dolore intenso, tumefazione e arrossamento della pelle all'angolo interno dell'occhio, lacrimazione e secrezione abbondante dal puntino lacrimale inferiore o superiore) che porta spesso il paziente in pronto soccorso. Talvolta il quadro acuto si risolve dopo adeguata terapia antibiotica, ma nei casi in cui compaiano recidive o il primo episodio stenti a guarire, viene effettuata l'asportazione del sacco lacrimale infetto (dacriocistectomia).   In tutti quei casi in cui vi è un'ostruzione delle vie lacrimali è possibile ricorrere a vari tipi di intervento, dai più radicali (come la dacriocistorinostomia) alla disostruzione per via endoscopica con sonde a fibre ottiche. Tutti questi interventi vanno preceduti da esami specifici (sondaggio e lavaggio delle vie lacrimali, dacriocistorinografia, ecc) per accertare l'esatto punto della ostruzione e per poter scegliere l'intervento disostruttivo più adatto.