La retinopatia ipertensiva

In presenza di pressione sanguigna elevata si producono nel corso del tempo delle alterazioni ai vasi sanguigni di tutti i distretti corporei, ma soprattutto nei cosiddetti "organi bersaglio" dell'ipertensione: cuore, cervello, rene e occhio. Una metodica semplice e non invasiva di indagine dei danni vascolari è l'analisi del fondo oculare eseguita dall'oculista mediante l'oftalmoscopio. Con gli strumenti adatti è anche possibile fotografare e archiviare le immagini del fondo oculare, per i controlli successivi.  Cardiologi ed internisti inviano frequentemente all'oculista i propri pazienti per avere informazioni circa il danno d'organo dovuto all'ipertensione, mediante l'esame del FONDO OCULARE (o FUNDUS OCULI). Se sono presenti alterazioni al fondo oculare, si può presumere che vi siano alterazioni anche negli altri organi bersaglio dell'ipertensione arteriosa.

 

Da vari autori sono state proposte varie classificazioni della retinopatia ipertensiva, che consentono al cardiologo di avere informazioni semplici ed immediate circa la gravità del quadro retinico rilevata dall'oculista.

Quella che qui si propone, e che è tra le più usate, è quella proposta da Keith, Wagener e Barker nel lontano 1939. La retinopatia ipertensiva viene classificata in quattro differenti stadi di gravità.

La classificazione di Keith, Wagener e Barker per la retinopatia ipertensiva

Il grado 1 è difficilmente distinguibile dal quadro che si riscontra nel paziente anziano: le alterazioni sono minime e si limitano ad un restringimento del calibro vascolare, un aumento del riflesso di parete arteriolare e una discreta tortuosità vascolare.

Nel grado 2 la vena si dispone perpendicolarmente rispetto all'arteria (segno di Salus) e compaiono i cosiddetti incroci arterovenosi patologici (segno di Gunn): la vena appare nascosta e interrotta dall'arteria, e i segmenti interrotti si dilatano. Inoltre vi è un restringimento "segmentario", cioè a tratti, dell'arteria e ne aumenta  il suo riflesso di parete.

Nel grado 3 vengono esasperati i segni del grado 2 (ad esempio le arterie appaiono biancastre e filiformi) e compaiono essudati molli (detti anche a fiocco di cotone, espressione di danno ischemico) ed emorragie a fiamma, soprattutto in corrispondenza degli incroci arterovenosi.

Nel grado 4 possono comparire un coinvolgimento della regione maculare e un edema della papilla ottica. Questi due stadi, a differenza dei primi due, si associano ad una importante riduzione della capacità visiva. Inoltre è elevato il rischio di trombosi venosa retinica.