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La retinopatia diabetica

Il diabete è una malattia provocata dall’incapacità dell'organismo di utilizzare gli zuccheri in maniera corretta, che pertanto rimangono in circolo nel sangue, provocando la cosiddetta iperglicemia. Quest’ultima a lungo andare danneggia i vasi sanguigni di tutto l’organismo, e in particolar modo quelli di minor diametro (capillari); gli organi bersaglio della microangiopatia diabetica sono, oltre all’occhio, il rene, il cuore, il cervello ed il tessuto nervoso in generale.

La complicanza oculare più grave indotta dal diabete è la retinopatia diabetica, che può portare alla perdita parziale o anche totale della vista.

La retinopatia è l’aspetto più conosciuto della microangiopatia diabetica e costituisce un problema di notevole rilevanza: secondo alcuni dati, dopo circa 20 anni di malattia, un'alta percentuale di pazienti affetti da diabete mellito di I tipo (insulino-dipendente) e un certo numero di quelli con diabete mellito di II tipo (non-insulino-dipendente) hanno un qualche grado di retinopatia. Si stima che la retinopatia diabetica sia la causa più frequente di nuovi casi di cecità negli adulti di età compresa tra 20 e 75 anni.

La prevalenza della retinopatia è strettamente correlata alla durata del diabete e al grado di compenso metabolico.

 

CLASSIFICAZIONE

 

Esistono due tipi di retinopatia diabetica:

 

Forma non proliferante: I vasi alterati presentano zone di indebolimento, con dilatazione della parete (microaneurismi) e possono sanguinare producendo emorragie retiniche. Successivamente possono crearsi edema e/o ischemia.

L’edema si verifica quando dalle pareti alterate dei capillari trasuda del liquido. Questo fluido provoca un rigonfiamento della retina (edema) o l’accumulo di grassi e proteine (essudati duri).

L’ischemia è il risultato dell’occlusione dei vasi capillari; la retina, ricevendo sangue in quantità insufficiente, non riesce a funzionare correttamente. Ciò favorisce il passaggio alla forma proliferante.

 

Forma proliferante: Quando i capillari retinici occlusi sono numerosi, compaiono ampie zone di sofferenza retinica (aree ischemiche ed essudati molli). Queste zone di retina sofferente, nel tentativo di supplire alla ridotta ossigenazione, reagiscono stimolando la crescita di nuovi vasi sanguigni. Sfortunatamente questi neovasi sono anomali perché hanno una parete molto fragile e crescono a caso sulla superficie della retina. Essi sanguinano facilmente, dando luogo a emorragie vitreali, e portano alla formazione di tessuto cicatriziale, il quale, contraendosi progressivamente, può provocare il raggrinzimento e/o il distacco della retina.

 

DIAGNOSI

Una retinopatia diabetica può essere presente pur non causando una diminuzione della vista, che si manifesta solo quando le alterazioni della retina coinvolgono la parte centrale (macula). Pertanto l’unico modo per scoprire alterazioni dei vasi retinici è quello di sottoporsi ad un esame del fondo dell’occhio, al quale il paziente diabetico dovrebbe sottoporti ogni 6-12 mesi. La fotografia a colori del fundus (retinografia) è utile dal punto di vista clinico e per lo screening in quanto fornisce una documentazione permanente della retinopatia osservata alla oftalmoscopia; risulta pertanto essenziale quando si debbano fare confronti nel tempo delle condizioni fondo oculare e discutere degli effetti del trattamento.

fotografia del fondo dell'occhio per lo studio della retinopatia diabetica

fotografia del fondo dell'occhio

Per un corretto inquadramento clinico (stadiazione della retinopatia diabetica) e per decidere la strategia terapeutica più idonea, due sono gli esami che devono essere eseguiti nel paziente affetto dalla malattia: Fluorangiografia Retinica (FAG) e Tomografia Ottica a Luce Coerente (OCT).

Esempio di fluorangiografia retinica

Fluorangiografia retinica

Tomografia ottica a luce coerente

Tomografia ottica a luce coerente

La Fluorangiografia Retinica viene eseguita tramite iniezione endovenosa di un colorante, la fluoresceina sodica, che evidenzia la presenza di edema, ischemia e microaneurismi. La Tomografia Ottica a Luce Coerente consente una scansione dei vari strati della retina, e consente (tramite il confronto tra esami sequenziali) un più agevole controllo dell’entità dell’edema nel tessuto retinico.

 

TERAPIA

Il miglior trattamento consiste nel prevenire lo sviluppo della retinopatia. Frequenti controlli della glicemia per evitarne gli sbalzi riducono molto il rischio a lungo termine di perdere la vista. E’ dimostrato che una diagnosi ed un trattamento precoci rappresentano la migliore protezione contro la perdita della vista.

 

Il trattamento prevede l’utilizzo:

 

• di varie tecniche di fotocoagulazione con laser ad argon, per il trattamento dell’edema retinico (griglia maculare, trattamento laser focale, ecc)

• di panfotocoagulazione retinica a 360°  della periferia retinica con laser ad argon in caso di ischemia, per la prevenzione e il contenimento della retinopatia proliferante

• dell’iniezione intravitreale di farmaci antiedemigeni (cortisone) o antiproliferativi (anti VEGF) in caso di edema maculare o di retinopatia proliferante

• dell’intervento chirurgico di vitrectomia in caso di emovitreo persistente o di distacco retinico trazionale

 

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