Sito del Dottor Riccardo Scotti Medico Specialista Oculista

L'uveite

Si definisce uveite l’infiammazione dell’uvea, cioè della tonaca intermedia della parete oculare, rappresentata da iride, corpo ciliare e coroide. Le uveiti sono numerosissime, e nel 50% dei casi non è possibile arrivare alla identificazione della causa.

Occhio affetto da uveiteLa classificazione di queste malattie prevede innanzitutto l'individuazione della sede della uveite: anteriore (irite, iridociclite e ciclite) o posteriore (coroidite); successivamente si passa a definire l’andamento clinico della malattia (forme acute, croniche e recidivanti). L’utilizzo di esami strumentali (fluorangiografia retinica, ecografia oculare, esami di laboratorio specifici)  consente di individuare il tipo di uveite e di scegliere l’idonea terapia.

L’uveite sembra essere soprattutto una manifestazione di reazioni immunitarie particolari. Tutte le forme legate alle malattie reumatiche e del collagene (spondilite anchilosante, sindrome di Reiter, morbo di Crohn, artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico) e quelle a base francamente immunologiche (malattia di Vogt-Koyanagi-Harada, malattia di Behçet, Sarcoidosi) presentano all’indagine di laboratorio reazioni anticorpali e antigeniche particolari, e spesso la terapia  a base di cortisone è l’unica possibile. Vi sono anche forme infettive (virus erpetici, citomegalovirus, tubercolosi, sifilide, toxoplasma, ecc) ed altre ben definite clinicamente, ma la cui causa è assolutamente sconosciuta (sindrome di Posner-Schlossmann, Coroidopatia tipo “Birdshot”).

 

Le uveiti anteriori sono caratterizzate, nella forma acuta, dalla comparsa di occhio rosso, visione sfocata, dolenza del bulbo, fotofobia e lacrimazione (sintomi molto più sfumati nelle forme croniche). L’oculista osserva i segni di infiammazione del semento anteriore oculare, con precipitati infiammatori sulla parte posteriore della cornea e corpuscoli infiammatori sospesi nell’umore acqueo; la pupilla spesso è iporeagente alla luce, ristretta, e talvolta poco mobile per la presenza di sinechie (legami rappresentati da tralci di tessuto infiammatorio) tra pupilla e superficie anteriore del cristallino. Le forme granulomatose sono caratterizzate dalla comparsa di precipitati endoteliali di grosse dimensioni e da noduli iridei, e alre forme possono essere associate ad aumenti cospicui della pressione oculare (soprattutto le forme acute associate ad herpes oculare).

 

Le uveiti posteriori sono anche dette corioretiniti in quanto il processo infiammatorio coinvolge non solo la coroide, ma anche la Fondo oculare affetto da uveite posterioresoprastante retina. Spesso il paziente non lamenta alcun sintomo irritativo, ma solo un calo della funzione visiva, che dipende sia dalla presenza di materiale infiammatorio nel vitreo, sia dalla presenza dei focolai di corioretinite nella zona nobile della retina (la macula). Spesso il paziente riferisce di vedere dei corpuscoli sospesi nel campo visivo (dovuti all’ombra prodotta dal materiale infiammatorio vitreale), di vedere distorto e rimpicciolito (per la deformazione della retina conseguente all’edema del tessuto infiammato) o di vedere delle macchie scure (corrispondenti alla zona di infiammazione sulla retina).  All’osservazione del fondo oculare, l’oculista individua spesso con facilità i focolai infiammatori della corioretina, spesso associati a fenomeni di vasculite retinica (periflebite e periearterite, restringimento segmentale dei vasi retinici, ecc).

 

 

LE COMPLICANZE delle uveiti possono essere:

- glaucoma secondario (nelle uveiti anteriori): dovuto all’intasamento delle vie di deflusso dell’umore acqueo nelle forme acute (glaucoma trabecolare) o alla formazione di sinechie iridocorneali nella regione dell’angolo camerulare nelle forme croniche (glaucoma da chiusura d’angolo).

- sinechie iridocapsulari (nelle uveiti anteriori, più frequenti in quelle acute): connessioni cicatriziali tra bordo pupillare e cristallino; possono formarsi anche lungo tutto il contorno pupillare (seclusione pupillare) o essere accompagnate da una membrana infiamatoria che ricopre l’intera pupilla (occlusione pupillare).

- cataratta: dovuta in parte all’infiammazione, in parte alle terapie cortisoniche prolungate.

- edema maculare cistoide cronico: dovuto all’accumulo cronico di liquido all’interno della retina nella regione centrale della retina (nelle uveiti posteriori).

 

IL TRATTAMENTO delle uveiti è mirato alla riduzione e alla risoluzione del fenomeno infiammatorio, alla prevenzione delle complicanze o alla loro cura una volta comparse.

Se l’uveite è infettiva, vengono utilizzati antivirali, antibiotici e altri farmaci mirati alla eradicazione dell’infezione. Negli altri casi vengono utilizzati farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), cortisone, farmaci immunosoppressori (come la ciclosporina). Oltre all’assunzione orale, abitualmente utilizzata per tutti questi farmaci, per il cortisone è possibile scegliere anche una somministrazione perioculare (sottocongiuntivale, sottotenonana o peribulbare).

Per le sole uveiti anteriori (perché per quelle posteriori sono poco efficaci) localmente il paziente instilla colliri a base di cortisone, colliri midriatici/cicloplegici (cioè con un’azione di blocco del muscolo ciliare e di dilatazione pupillare, per garantire attenuazione del dolore e prevenzione della formazione di sinechie iridolenticolari). Se si tratta di una uveite ipertensiva, vengono prescritti i colliri ipotonizzanti che abitualmente instillano i pazienti affetti da glaucoma cronico (l’ipertono oculare associato a uveite è detto infatti "glaucoma secondario ad uveite").

 

INDICE degli articoli

grafica con un occhio stilizzato al piede della pagina