L'attività lavorativa al videoterminale

 Il videoterminale (VDT) è entrato ormai a far parte della normale attrezzatura d'ufficio.

Uno strumento molto utile, ma al tempo stesso possibile fonte di disturbi durante l'attività lavorativa.

Il decreto legislativo 626/94 (e successive modifiche, tra cui il d.l. 81/08) è volto proprio alla individuazione dei rischi dell'uso del videoterminale e alla relativa postazione di lavoro, e contiene queste 3 importanti definizioni:

 

VIDEOTERMINALE

Schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato.

 

VIDEOTERMINALISTA

Il lavoratore che utilizza una attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico ed abituale, per 20 ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all’art. 175.

 

POSTO DI LAVORO

L'insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera o altro sistema di immissione dati, ovvero software per l'interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l'unità a dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l'ambiente di lavoro immediatamente circostante.

 

 

È opportuno sottolineare subito che, per quanto riguarda la pericolosità delle radiazioni emesse dai videoterminali, queste sono rilevabili solo ad una distanza di pochi millimetri dallo schermo, e non possono pertanto interessare l’operatore. Inoltre il lavoro al VDT, pur non essendo causa di effetti nocivi irreversibili, a breve o lungo termine, può tuttavia far affiorare deficit visivi preesistenti; per questo, è importante una corretta prevenzione, soprattutto per quel che riguarda le visite oculistiche specifiche per l'utente di VDT (visita ergoftalmologica).

L’utilizzo del videoterminale, soprattutto se prolungato, può provocare qualche disturbo (che interessa essenzialmente l’apparato muscolo-scheletrico e l'apparato visivo) o problemi di affaticamento mentale. Tuttavia, osservando alcune norme di buona pratica è possibile prevenirli.

 

APPARATO VISIVO

Esistono una serie di disturbi agli occhi che possono insorgere negli addetti ai videoterminali:

bruciore, lacrimazione, secchezza, fastidio alla luce, pesantezza, visione annebbiata, visione sdoppiata, stanchezza alla lettura.

Essi sono dovuti a una elevata sollecitazione degli organi della vista e al loro rapido affaticamento, causati da:

 

• Errate condizioni di illuminazione

• Ubicazione sbagliata del videoterminale rispetto alle finestre e ad altre fonti di luce, con conseguenti abbagliamenti o eccessivi contrasti di

chiaro-scuro

• Condizioni ambientali sfavorevoli (ad esempio aria troppo secca, presenza di correnti d’aria fastidiose, temperatura troppo bassa o troppo

alta)

• Caratteristiche inadeguate del software (ad es. rappresentazione insoddisfacente dei caratteri) e del videoterminale (ad es. sfarfallamento dei

caratteri e dello sfondo)

• Insufficiente contrasto dei caratteri rispetto allo sfondo

• Postazione di lavoro non corretta

• Posizione statica e impegno visivo di tipo ravvicinato e protratto nel tempo, che comporta una forte sollecitazione dei muscoli per la messa a

fuoco e la motilità oculare

• Difetti visivi non o mal corretti che aumentano lo sforzo visivo.

 

È importante sottolineare che :

 

• tali alterazioni insorgono dopo qualche ora di impegno visivo, e scompaiono completamente dopo alcune ore dalla fine dello stesso;

• l’astenopia è più frequente, insorge prima e in maniera più grave nei portatori di vizi di rifrazione (miopia, ipermetropia, astigmatismo);

• la prevenzione, effettuata con adeguate misure di carattere ergonomico (per quanto riguarda il posto di lavoro), organizzativo (15’ di riposo

oculare ogni due ore di applicazione) e sanitario (visite oculistiche e cura di eventuali vizi visivi), consente di evitare l’eccessivo

affaticamento degli addetti e l’insorgere o l’aggravarsi di disturbi visivi.

 

 

 

APPARATO LOCOMOTORE

Gli addetti ai videoterminali devono prevenire la possibile insorgenza di:

 

• disturbi alla colonna vertebrale dovuti ad una errata posizione del corpo e dal restare troppo tempo seduti.

• disturbi muscolari dovuti all’affaticamento ed indolenzimento dei muscoli perché poco irrorati dal sangue per la posizione contratta statica.

• disturbi alla mano e all’avambraccio (il dolore, l’impaccio ai movimenti, i formicolii alle dita), dovuti all’infiammazione dei nervi e dei tendini

sovraccaricati o compressi a causa dei movimenti ripetitivi rapidi.

 

Tale quadro interessa particolarmente gli esposti che presentano patologie pregresse a carico della colonna vertebrale o degli arti, ed è pertanto evidente l’importanza della prevenzione per impedire la comparsa di danni all’apparato locomotore; questa si attua attraverso misure organizzative (pause), ergonomiche (adeguatezza del posto di lavoro) e sanitarie (visite preventive e periodiche per evidenziare i primi segni di artrosi o di altra patologia a carico dell’apparato osteoarticolare).

 

 

 

 

 

 

AFFATICAMENTO FISICO O MENTALE

A volte possono verificarsi problemi di affaticamento fisico o mentale, in caso di:

cattiva organizzazione del lavoro che obbliga all’esecuzione di operazioni monotone e ripetitive per lunghi periodi.

cattive condizioni ambientali (temperatura, umidità e velocità dell’aria).

rumore ambientale tale da disturbare l’attenzione.

software non adeguato.

 

 

MISURE DI PREVENZIONE

L’attrezzatura comprende sia l’apparecchiatura elettronica sia il mobilio d’ufficio utilizzato durante il lavoro.

Gli elementi più importanti sono: il videoterminale, suddiviso in tastiera e schermo, e il piano di lavoro.

 

Tastiera: la tastiera deve essere inclinabile e fisicamente separata dallo schermo, per non affaticare braccia e mani. Deve avere una superficie opaca per evitare i riflessi. Nella scelta del tipo corretto occorre poi tenere conto che:

a) il supporto di materiale deve avere bassa riflessione luminosa. I tasti devono avere una superficie concava in modo da seguire i contorni delle falangette.

b) i simboli dei tasti devono presentare sufficiente contrasto ed essere leggibili dalla normale posizione di lavoro e non devono cancellarsi per abrasione o a causa dell’uso.

 

Schermo: i requisiti fondamentali dell’immagine visualizzata sullo schermo sono : stabilità e nitidezza; fra le caratteristiche degli schermi che più di frequente sono indicate quali cause di “sconforto” vi sono infatti:

 

• contrasto tra sfondo e caratteri

• capacità di visualizzazione sullo schermo (dimensioni dello stesso e numero di caratteri visualizzati)

• colore e stabilità dell’immagine (sfarfallamento)

• dimensione, la forma e la nitidezza dei caratteri

• presenza di riflessi luminosi

 

Inoltre, riflessi dovute a finestre, superfici vetrate e lampade, possono aumentare l’inconveniente dell’abbagliamento. Contrasto nella percezione dell’immagine: la brillanza e/o il contrasto tra caratteri e sfondo dello schermo devono essere facilmente regolabili da parte dell’utilizzatore del VDT e facilmente adattabili alle condizioni ambientali.

Fondamentale è il contrasto dei caratteri, cioè il rapporto di luminanza tra i caratteri e spaziature. Le immagini con caratteri brillanti su sfondo scuro (polarità negativa) sono in questo senso una efficace alternativa ai caratteri scuri su sfondo chiaro.

 

Mobilità sullo schermo: lo schermo deve essere orientabile ed inclinabile liberamente e facilmente, per adeguarsi alle esigenze dell’utilizzatore.

 

Prevenzione dei riflessi: lo schermo non deve avere riflessi e riverberi; è utile in questo senso, oltre ad una opportuna disposizione dello schermo rispetto alle fonti di luce, può essere utile utilizzare video a curvatura ridotta.

Piano di lavoro: Il piano di lavoro deve avere una superficie poco riflettente, essere di dimensioni sufficienti a permettere una disposizione flessibile dello schermo, della tastiera, dei documenti e del materiale accessorio.

A causa delle differenze nelle caratteristiche morfologiche dell’essere umano, quali ad esempio statura e lunghezza delle gambe, è impossibile stabilire un’altezza ideale del piano di lavoro: è consigliabile la dotazione di un tavolo il cui piano di lavoro possa essere regolato in altezza.

 

Testo da digitare e porta-documenti: il supporto per i documenti deve essere stabile e regolabile, e collocato in modo da ridurre i movimenti fastidiosi della testa e degli occhi.

 

Sedile di lavoro: la sedia ergonomica è regolabile in altezza, ha schienale regolabile in inclinazione ed altezza, ha cinque razze di appoggio (meglio se a rotelle) per garantire adeguata stabilità contro rovesciamenti. Il sedile non deve servire soltanto a mantenere una posizione seduta comoda, ma anche a sgravare dal peso la muscolatura e le vertebre dorsali. L’altezza fisiologicamente adeguata del sedile corrisponde, per ciascun soggetto, alla distanza, tra ginocchio e pavimento, calcolata a ginocchia piegate con un angolo di 90°.

 

Poggiapiedi: deve essere messo a disposizione di coloro che lo desiderino.

 

 

Ecco qualche suggerimento per un corretto allestimento di una postazione per videoterminalista:

• regolare dapprima l’altezza del sedile in modo da avere le cosce in posizione orizzontale o leggermente inclinate verso il basso e i piedi completamente appoggiati sul pavimento.

• in seguito regolare il piano di lavoro portandolo all’altezza dei gomiti.

• se il tavolo è troppo alto e non regolabile in altezza, adattare la sedia in modo che gli avambracci poggino sul piano di lavoro e, se necessario, fare uso di un poggiapiedi.- lasciare fra il bordo della sedia e la parte posteriore del ginocchio uno spazio di circa 4 cm.

• regolare lo schienale in modo che fornisca un buon supporto della regione lombare. Preferire sedie che consentono una posizione seduta dinamica (lo schienale segue i movimenti naturali del corpo quando ci si piega in avanti o all’indietro).

• osservare la distanza visiva da 50 a 70 cm e posizionare il monitor ad una altezza corretta (bordo superiore dello schermo all’altezza degli occhi o leggermente al di sotto).

• se necessario e consigliato dall'oculista, utilizzare occhiali correttivi adeguati

• le spalle devono essere rilassate.

• i gomiti e le ginocchia devono formare un angolo di circa 90°.

• gli avambracci, i polsi e le mani devono rimanere in posizione diritta e l’inclinazione della tastiera non deve essere tale da far piegare indietro i polsi.

• per quanto riguarda il rumore, la eliminazione di eventuali problemi di rumore determinati in fase di stampa dalle stampanti ad impatto procedendo alla loro segregazione o insonorizzazione.

• per quanto riguarda il microclima, il lavoro al videoterminale non richiede il rispetto

• di parametri diversi da quelli normalmente assunti per il comune lavoro d’ufficio. E’ necessario che nella postazione di lavoro la velocità dell’aria sia molto ridotta, evitando la presenza di correnti d’aria provenienti da porte, finestre, bocchette di condizionamento, ventilatori, apparecchiature poste in vicinanza ecc. E’ importante che l’aria non sia troppo secca per evitare possibili irritazioni degli occhi. Altrettanta precauzione andrà posta per evitare fonti di calore radiante poste nelle immediate vicinanze della postazione, quali impianti di riscaldamento ma anche finestre che possano essere colpite da irraggiamento solare diretto ecc.

• per quanto riguarda l’illuminazione, al fine di evitare riflessi sullo schermo, abbagliamenti dell’operatore ed eccessivi contrasti di luminosità la postazione di lavoro va correttamente orientata rispetto alle finestre presenti nell’ambiente di lavoro. L’illuminazione artificiale dell’ambiente deve essere realizzata con lampade provviste di schermi ed esenti da sfarfallio, poste in modo che siano al di fuori del campo visivo degli operatori; in caso di lampade a soffitto non schermate,

la linea tra l’occhio e la lampada deve formare con l’orizzonte un angolo non inferiore a 60°. Va in ogni modo evitato l’abbagliamento dell’operatore e la presenza di riflessi sullo schermo qualunque sia la loro origine.

V - veneziane, F - finestre, T - tende,

BL1 e BL2 - barre luminose,

PLV - postazione di lavoro al videoterminale

Scarica la scheda di auto-valutazione

che ogni videoterminalista può utilizzare per verificare la corretta ergonomia della sua postazione di lavoro

(Fonte: Istituto Nazionale per la Fisica della Materia)

 

Scarica l'interessante e completo volume curato da INAIL relativo all'attività lavorativa su videoterminale