L'occhio: anatomia e fisiologia

I bulbi oculari sono alloggiati nelle cavità orbitarie (le due aperture anteriori del cranio poste ai lati del naso), dove sono immersi in un tessuto che funge da cuscinetto e che è costituito da tessuto grasso, tessuto connettivo, muscoli, nervi e vasi sanguigni. Il bulbo si muove grazie all'azione di ben 6 muscoli ed è ulteriormente protetto dai traumi grazie a due membrane muscolo-cutanee denominate palpebre.

 

Palpebre: sono due membrane muscolo-cutanee che consentono di proteggere l'occhio e contribuiscono alla corretta distribuzione del film lacrimale sulla superficie oculare. Il muscolo che consente la perfetta chiusura delle palpebre si chiama orbicolare ed è innervato dal 7° nervo cranico. La parte posteriore delle due palpebre (superiore ed inferiore), che è a diretto contatto con l'occhio, è rivestita dalla congiuntiva; essa si continua nella congiuntiva bulbare ripiegandosi a costituire il fornice inferiore e quello superiore. All'interno delle palpebre sono presenti circa 40 ghiandole tubulari (per ogni palpebra) che producono grasso e lo depositano alla base delle ciglia: le ghiandole di Meibomio. Il materiale grasso prodotto va in parte a costituire il film lacrimale, riversandosi all'interno del sacco congiuntivale,  Nella parte più vicina al naso, in ogni palpebra è presente un piccolo rilievo forato: è il puntino lacrimale, attraverso il quale le lacrime vengono drenate dal sacco congiuntivale e deviate verso le cavità nasali.

 

Congiuntiva: è una mucosa riccamente vascolarizzata che riveste la superficie interna delle palpebre e il bulbo oculare nella sua parte anteriore, andando a costituire due recessi, superiore ed inferiore, nella zona di passaggio tra queste due zone (fornici). La congiuntiva bulbare si continua in avanti, attraverso il limbus, sulla cornea. Sulla congiuntiva sono presenti ghiandole molto fini che contribuiscono, insieme alla ghiandola lacrimale, alla produzione del film lacrimale (componente mucosa).

 

Apparato lacrimale: è costituito dalla ghiandola lacrimale e dalle vie lacrimali. La ghiandola lacrimale, alloggiata nell'angolo superoesterno della cavità orbitaria, subito dietro al margine orbitario superiore, produce la componente acquosa delle lacrime. Viene riversata nel sacco congiuntivale attraverso un condotto che si apre nel fornice congiuntivale superiore. Qui, la componente acquosa delle lacrime si mescola con quella grassa delle ghiandole di Meibomio e quella mucosa prodotta dalle cellule caliciformi mucipare della congiuntiva, e va a costituire il film lacrimale. Il film lacrimale rappresenta la prima lente trasparente dell'occhio, ed una alterazione dei suoi componenti la rende instabile, provocando visione sfocata. Le lacrime trasportano ossigeno alla cornea e contengono il lisozima, enzima che ha capacità disinfettanti blande.  Il drenaggio delle lacrime avviene attraverso i puntini lacrimali superiore ed inferiore; i due condotti che qui hanno origine si riuniscono e sboccano nel sacco lacrimale. Da qui ha origine il dotto naso-lacrimale che riversa le lacrime nelle cavità nasali

 

Cornea: è la parte più anteriore del bulbo (è la continuazione della sclera, insieme la quale costituisce la tonaca esterna o fibrosa della parete oculare) ed ha la caratteristica di essere perfettamente trasparente per permettere alla luce di entrare liberamente nell'occhio. Dalla sua trasparenza (come di molte altre strutture, tra cui il cristallino e il vitreo) dipende la visone distinta; la trasparenza è dovuta all'assenza di vasi sanguigni e alla presenza di una pompa nel suo strato profondo (endotelio) che la mantiene asciutta assorbendo acqua dal suo interno e deviandola verso la camera anteriore. La cornea è la più potente delle lenti che costituiscono l'occhio (43 diottrie!).

 

Sclera: costituisce il guscio esterno dell'occhio, rappresentando insieme alla cornea la parte più esterna della parete oculare. E' di colore bianco traslucido ed è rivestita in avanti dalla congiuntiva bulbare. La sclera si continua in avanti nella cornea. Su di essa si impiantano i tendini dei muscoli extraoculari, che consentono il movimento del bulbo nelle varie direzioni.; la sclera presenta un foro nella sua parte posteriore, che costituisce la via di uscita dal bulbo delle fibre della retina; questi fasci di fibre nervose vanno a costituire il nervo ottico, che si dirige posteriormente e raggiunge il cervello.

 

Cristallino: la luce che raggiunge l'occhio penetra all'interno attraversando varie strutture trasparenti e il cristallino è una di queste (film lacrimale, cornea, umore acqueo e vitreo). E' una lente biconvessa di circa 13 diottrie, sospesa all'interno dell'occhio grazie alla zonula lentis l'apparato sospensore del cristallino costituito da numerose fibre sottili, tese tra la parte equatoriale del cristallino ed il corpo ciliare. Ha la possibilità di variare la propria curvatura sotto l'azione di contrazione del muscolo ciliare, consentendo all'occhio di utilizzare un efficiente "zoom" per la messa a fuoco di oggetti posti a varie distanze. La perdita di trasparenza del cristallino viene detta cataratta.

 

Uvea (iride, corpo ciliare, coroide): queste 3 strutture costituiscono la tunica intermedia o vascolare della parete oculare.  Oltre ad avere una funzione nutritizia, perchè sono riccamente vascolarizzate, hanno anche funzioni diverse: il corpo ciliare è la sede del muscolo ciliare (che consente insieme al cristallino il funzionamento dello "zoom" per la messa a fuoco delle immagini alle varie distanze) ed è l'organo di produzione dell'umore acqueo. L'iride funziona invece come il diaframma della macchina fotografica: è la parte interna colorata dell'occhio, disposta ad anello intorno alla pupilla, e grazie all'azione di muscoli interni varia la grandezza del forame pupillare (cioè il foro attraverso il quale la luce entra nell'occhio), consentendo la corretta visione in diverse condizioni di illuminazione. Lo spazio tra iride e cornea viene detto camera anteriore, mentre quello tra iride e cristallino viene chiamato camera posteriore. L'angolo costituito dall'iride e dalla cornea si chiama angolo iridocorneale, ed è la sede del trabecolato, organo deputato al riassorbimento dell'umor acqueo prodotto dal corpo ciliare. La coroide, compresa tra la sclera esternamente e la retina internamente, ha essenzialmente funzioni nutritizie.

 

Il corpo ciliare produce un liquido trasparente (umor acqueo) che ha funzioni nutritizie, ma che è anche uno dei mezzi trasparenti dell'occhio, attraversati dalle immagini visive durante il loro tragitto dal mondo esterno alla retina. Viene riversato nella camera posteriore, attraversa il forame pupillare, passa nella camera anteriore, ed infine viene drenato essenzialmente dal trabecolato nella regione dell'angolo camerulare, ma anche attraverso una via uveo-scleare e una via posteriore (vitreo-retina-coroide). L'umor acqueo contribuisce, insieme al corpo vitreo, a mantenere "gonfio" l'occhio, grazie al bilancio tra il liquido  prodotto e quello drenato dall'occhio stesso.

 

Umor vitreo: Si tratta di una struttura trasparente e compatta, simile alla gelatina. Occupa lo spazio compreso tra la parete posteriore dell'occhio ed il cristallino. E' perfettamente trasparente, e come l'umor acqueo contribuisce a mantenere "gonfio" l'occhio e a consentire il passaggio delle immagini verso la retina.

 

Retina: costituisce la tunica interna dell'occhio; è quella sottile membrana che riveste internamente la coroide, dalla quale è separata dall'epitelio pigmentato, che ha funzioni di collante e di protezione dalla radiazione luminosa. La retina è formata da 9 differenti strati di tessuto nervoso: quelli più interni sono costituiti dalle fibre nervose che a livello della papilla costituiscono il nervo ottico, quelli più esterni, a ridosso dell'epitelio pigmentato, contengono  invece i recettori sensoriali veri e propri (coni e bastoncelli). La maggior densità di coni si ha nelle parti più centrali della retina (il polo posteriore e la macula) in quanto i coni sono deputati alla visione diurna; i bastoncelli sono più densi nella periferia retinica e sono deputati alla visione notturna. Di notte, quando la pupilla si dilata per garantire un miglior ingresso di luce, la retina centrale lavora meno (perchè i coni sono meno sensibili alle basse luminanze) e la retina periferica attiva il processo di visione. Durante il giorno avviene il contrario: la pupilla si restringe per evitare l'abbagliamento, la retina periferica, meno sensibile alle alte luminanze, viene disattivata, e la retina centrale (grazie ai coni, più sensibili alle alte luminanze) elabora lo stimolo luminoso.

 

Nervo ottico (o papilla ottica): l'insieme dei fasci nervosi che costituiscono lo strato più interno della retina si riuniscono in una struttura di forma ovalare, di colorito rosa-giallastro, posta sul fondo dell'occhio, detta papilla ottica. Le fibre si inginocchiano a 90° in corrispondenza della papilla e lasciano il bulbo, andando a costituire il nervo ottico, che prima decorre nell'orbita, poi nel cranio, per andare quindi a raggiungere la corteccia occipitale a livello della parte posteriore del cervello (vie ottiche).

 

Muscoli extraoculari:  originano dalla parte profonda dell'orbita (uno solo dalla parte anteriore) e si impiantano sulla sclera. Garantiscono i movimenti del bulbo in tutte le direzioni di sguardo; 4 muscoli sono disposti a croce (retto mediale, laterale, superiore, inferiore); uno ha un percorso un po' particolare e si fissa nella parte superiore e posteriore del bulbo, garantendo il movimento obliquo verso il basso (muscolo grande obliquo o obliquo superiore); l'altro (l'unico che prende origine dalla parte anteriore dell'orbita, precisamente dal pavimento dell'orbita) si fissa nella parte inferiore e posteriore del bulbo, garantendo il movimento obliquo verso l'alto (muscolo piccolo obliquo o obliquo inferiore). Il 3° nervo cranico consente il movimento di tutti i muscoli, ad eccezione del muscolo retto mediale (innervato dal 6° nervo cranico) e del muscolo obliquo superiore (innervato dal 4° nervo cranico).